«Ascoltare, discutere, capire»

ELSA FORNERO A PATTADA
In una folta e attenta cornice di pubblico, nella serata di mercoledì 15 ottobre, il salone ex cinema Santa Croce ha ospitato l'interessante evento «Ascoltare, discutere, capire», organizzato dall'Associazione culturale Rinascere e col patrocinio del Comune di Pattada, con la presenza della professoressa Elsa Fornero, economista, accademica e Mi-nistra del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Monti (2011–2013).
L'anima di questo evento, il prof. Nanni Deiana, nelle fasi di preparazione e di comunicazione aveva dato le motivazioni che lo avevano spinto a chiedere e organizzare questo incontro pubblico, per favorire un momento di riflessione, di approfondimento e di dibattito, su un argomento che continua a suscitare forti discussioni: le pensioni, il lavoro, il futuro del welfare in Italia: «Un incontro per capire, per andare oltre i titoli e le polemiche, e ascoltare la voce di chi le scelte le ha vissute da dentro. Durante il suo mandato, la professoressa Fornero si è distinta per l'impegno nel campo delle politiche previdenziali e del lavoro, promuovendo una riforma del sistema pensionistico che ha segnato profondamente il dibattito pubblico e politico del Paese. Nel corso degli anni, la sua figura è stata oggetto di critiche e discussioni, ma anche di riconoscimenti per la competenza e il coraggio con cui ha affrontato tematiche complesse e di grande rilevanza sociale.»
Preceduto dal saluto del Sindaco di Pattada, Angelo Sini, Antonello Deiosso ha rivolto un commosso augurio di pronta ripresa a Pinuccio Deroma, Presidente di Rinascere, assente a causa di un grave problema di salute.
È quindi intervenuta Bianca Biagi, docente di Economia all'Università di Sassari, che si è soffermata sull'importanza di una educazione finanziaria di base per i cittadini, come componente essenziale della cittadinanza attiva e della partecipazione informata alla vita economica del Paese, come strumento per compiere scelte consapevoli — in ambiti come istruzione, lavoro, investimento e risparmio — sia a livello individuale sia a livello collettivo.
La professoressa Fornero ha poi sviluppato il suo intervento, ringraziando l'impegno e la perseveranza del professor Nanni Deiana nell'organizzarlo.
Ricordando la propria esperienza di governo, con particolare riferimento ai problemi del sistema previdenziale, delle pensioni, delle riforme del lavoro, ha sostenuto che ogni riforma, per avere una migliore comprensione ed efficacia, deve vivere nella società. La riforma del nostro sistema previdenziale, necessaria per la grave crisi economica e finanziaria di quel momento, «al suo inizio è stata però ripudiata da tutti, anche da coloro che l'avevano approvata».
Ha quindi illustrato gli elementi più rilevanti che stanno alla base di un sistema pensionistico, come funziona, su che cosa poggia: le condizioni di sostenibi-lità finanziaria, l'andamento demografico della popolazione, avevano portato il nostro sistema previdenziale in una situazione di non sostenibilità. Le riforme creano impopolarità, in Francia sono state recentemente congelate.
La pensione rappresenta non un salvadanaio al quale attingere, ma un contratto tra generazioni che si succedono nel mondo del lavoro, attraverso i contributi versati. A causa però di una situazione demografica molto preoccupante, con la riduzione delle nascite, mancherà la forza lavoro, con molti strati giovanili che svilupperanno un percorso di lavoro precario; la riduzione dei contributi ha reso necessario prevedere nella riforma un aumento dell'età pensionabile, anche sulla base dei dati sul miglioramento delle aspettative di vita delle persone.
Si è poi sviluppato un interessante approfondimento dei problemi trattati, con alcuni interventi del pubblico.
La redazione di prospettive ha rivolto tre domande a Elsa Fornero: sul problema dei cosiddetti esodati, cioè di coloro che erano cessati dal lavoro o avevano accettato/deciso modifiche rilevanti nell'ambito dell'attività lavorativa in previsione del pensionamento e che, dopo la riforma, erano stati costretti a posticipare la decorrenza della pensione; sulle tutele per le persone che hanno svolto lavori usuranti; sulla questione della pensione di garanzia per i giovani, che, avendo carriere lavorative intervallate da periodi di disoccupazione, contrattualistiche atipiche e retribuzioni basse, rischiano di maturare trattamenti pensionistici addirittura inferiori alla soglia minima di sussistenza.
Su questo ultimo punto Elsa Fornero ha auspicato lo sviluppo di attive politiche sul lavoro da parte del governo per favo-rire una migliore costruzione del per-corso di lavoro dei giovani.
Il problema è che le cosidette politiche attive per il lavoro non garantiscono la soluzione adeguata del problema segnalato, che dovrebbe essere invece affrontato con le necessarie modifiche delle attuali troppo numerose forme contrattualistiche, che creano gravi situazioni di precarietà e di insicurezza.
Tonino Canu, intervenendo, ha poi rilevato che, pur nella necessità della riforma, è mancata la gradualità di attuazione: la sua drasticità ha creato gravi sperequazioni e differenze di trattamento economico, a seconda degli anni di nascita dei pensionati. (gt)