Binza 'e cheja: un po' di storia

Sulle vicende relative alla sentenza con la quale il Consiglio di Stato intima al Comune di Pattada di ottemperare al pagamento degli oneri di espropriazione dei terreni utilizzati per la realizzazione del Piano di Zona per l'edilizia economica e popolare, in località Binza 'e cheja, sembra utile ricostruire sommariamente la storia e la cronistoria della stessa.
A cavallo tra gli anni '60 e '70, le Amministrazioni comunali a guida DC avevano deciso di destinare i terreni agricoli di Binza 'e cheja alla costruzione di un campo sportivo, il cui progetto era poi stato finanziato dalla Regione Sardegna, con un decreto firmato dall'allora Presidente Nino Giagu De Martini. La previsione di espropriazione di quei terreni, per la realizzazione di un'opera pubblica, si può far risalire a quel periodo amministrativo.
Dopo la crisi verificatasi nella metà degli anni '70, con conseguente nomina di un Commissario prefettizio, negli anni dal 1975 al 1980, l'Amministrazione in carica procedette ad alcuni importanti provvedimenti di carattere urbanistico: con una variante al Programma di Fabbricazione, la zona sportiva fu modificata e spostata dalla zona di Binza 'e cheja alla zona Sa raga, nella quale fu poi approvato il progetto e realizzato il nuovo impianto sportivo con prato erboso; la stessa variante urbanistica prevedeva che le aree di Binza 'e cheja fossero catalogate come Zona C, di espansione residenziale, con la successiva approvazione e realizzazione del Piano di Zona, ai sensi della legge 167, con un conseguente importante intervento di edilizia economica e popolare, che prevedeva la costruzione, poi realizzata, di 52 alloggi, comprensivi di interventi dell'IACP e di Cooperative di abitazione.
Tali interventi, dall'occupazione provvisoria, eseguita dalla Giunta in carica nel quinquennio 75/80, fino alla emissione del decreto definitivo di espropriazione emesso dalla Regione Sardegna, furono poi gestiti dalle diverse Amministrazioni comunali che si sono succedute a Pattada dopo il 1980.
In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2011, n. 181, fu successivamente dichiarato illegittimo il criterio di quantificare l'indennità espropriativa riferendosi al valore agricolo medio della coltura più redditizia. Ciò determinò una valanga di contenziosi che ha interessato molti Comuni sardi (il più eclatante fu quello di Nuoro), inducendo la Regione a prevedere un Fondo per salvaguardare i bilanci comunali)
Dopo la presentazione dei ricorsi dei diversi proprietari dei terreni di Binza 'e cheja, il Consiglio di Stato, con sentenza del 17 giugno 2022, assegnava al Comune di Pattada il termine di novanta giorni per «decidere se restituire l'area occupata op-pure adottare il provvedi-mento acquisitivo» ai sensi del d.P.R. n. 327 del 2001.
Il Consiglio comunale, a due anni dall'emissione di questa sentenza, ha deliberato, nella sua ultima riunione di ottemperare a quanto deciso dal Consiglio di Stato.