Due sedute stanche

13.08.2025

Consigli comunali tra Tari, Tariffe e Baruffe

Il Consiglio comunale, nella serata del 30 giugno, ha approvato le Tariffe TARI 2025 (Tassa sui rifiuti). Dal piano finanziario si evince un costo complessivo di gestione del servizio per l'anno 2025 pari a € 355.134,00, che il Comune dovrà coprire integralmente con la tariffa, calcolata per l'anno 2025.

Di conseguenza, il Consiglio ha deliberato di approvare per l'anno 2025, le tariffe della TARI integralmente riportate nel Piano finanziario allegato alla deliberazione e di suddividere il pagamento della tassa prevedendo quattro scadenze: il giorno 16 dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre (auguri natalizi in concomitanza con inizio novena).

Le Tariffe TARI, in aumento rispetto al 2024, sono state approvate con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza - e cioè il sindaco Sini, Pastorino, Fiori, Serra, Arcadu - e con il voto contrario dei consiglieri di minoranza Canalis, Doneddu, Spano.

Durante la discussione il Sindaco ha dato informazioni sui costi della TARI: «Il PEF (Piano Economico Finanziario) elaborato dal soggetto gestore è stato inviato dall'Unione, ed è arrivata la comunicazione della quota di costo che grava sul comune di Pattada. Prima i proventi della riscossione della Tari dovevano coprire tutto il costo della gestione del servizio, adesso dopo l'emergenza COVID, è stata autorizzata la partecipazione al costo del servizio rifiuti a valere su fondi di bilancio. Il costo complessivo per l'Unione dei Comuni ammonta a circa 2,6 milioni annui, di cui 357.000 circa a carico del comune di Pattada. Con la tariffa si copre una cifra di circa 320.000 euro e il restante con fondi di bilancio, oltre ai rimborsi decisi in sede di approvazione del regolamento TARI. Per venire incontro alle difficoltà dell'utenza, si sono disposti sgravi per i cittadini non raggiunti dal servizio di raccolta perché residenti lontano dal centro, in agro, e provvedono in proprio allo smaltimento dei rifiuti. È una innovazione del regolamento TARI approvato nel Consilio comunale precedente».

Il Consigliere di minoranza Renzo Canalis è quindi intervenuto per ricordare che «c'era stata una interrogazione sui motivi di chiusura dell'ecocentro e anche la proposta di convenzionarsi con ditte di raccolta degli ingombranti. I cittadini di Pattada non fruiscono del servizio raccolta ingombranti. Sono aumentate le tariffe, ma non i servizi».

Anche il consigliere di minoranza Doneddu ha dichiarato «Ma il servizio per l'ecocentro non è stato affidato, e ricordo che avevamo proposto di affidare a terzi il trasporto degli ingombranti, avevamo chiesto una informativa alla popolazione. Sarebbe stato opportuno informare dei tempi della chiusura e della riapertura. Invece non è stata fornita nessuna informazione sui tempi di riapertura. Usciamo consapevoli che le tariffe TARI rispetto all'anno scorso sono aumentate».

Per la Maggioranza l'Assessore Pastorino ha precisato che «il cittadino di Pattada paga di meno per via dell'integrazione con fondi di bilancio comunali. È corretto far presente che il costo del servizio di raccolta dei rifiuti è aumentato».

Il consigliere Canalis ha però sottolineato «che comunque di quando riapre l'ecocentro non si sa. Il problema vero sono le acque percolanti da convogliare al depuratore. Tempi lunghissimi».

Il Sindaco ha risposto che «se ne deve occupare la Logudoro».

Permane quindi aperto il preoccupante problema dell'attuale non funzionamento delll'ecocentro comunale, chiuso ormai dal mese di ottobre del 2024; problema che sta suscitando forti malumori nella cittadinanza, sia perché le famiglie non possono conferire i loro ingombranti a livello locale, sia perché stanno pagando la relativa tassa in assenza del servizio.

Sembra evidente che, nel prolungarsi indefinito di questa situazione, non sia sufficiente rinviare il problema alle responsabilità della Logudoro Servizi e che l'Amministrazione comunale, prima o poi, dovrà farsi carico di attivare qualche servizio, anche provvisorio e saltuario, di raccolta almeno degli ingombranti più voluminosi da smaltire, anche per prevenire ed evitare episodi di smaltimento abusivo e inquinante che già cominciano a verificarsi nel territorio comunale. Dopo l'approvazione, si deve segnalare un piccato intervento sui social del Sindaco Sini: «La TARI è pari a 322 mila euro, la cifra di 357 mila è quanto dovuto alla Unione dei Comuni in base al PEF; la differenza di 35 mila euro verrà coperta con fondi comunali. Chi parla di TARI a 357 mila euro dice semplicemente il falso.»

Se la precisazione del Sindaco può essere utile per segnalare che il costo diretto pagato dai cittadini con la TARI è leggermente inferiore al suo costo complessivo, non si può tacere che la differenza di 35 mila, anche se indirettamente, attraverso i fondi comunali, sarà ugualmente pagata dagli stessi cittadini, che non potranno usufruire di altri possibili servizi che si potrebbero svolgere con gli stessi fondi comunali impegnati per la TARI.

Le scaramucce tra maggioranza e minoranza sono proseguite nella seduta del Consiglio del 30 luglio, convocato con all'Ordine del giorno l'ennesima variazione al bilancio approvata dalla Giunta. In particolare, l'opposizione ha mosso dei rilievi sulla ricostruzione fatta nel verbale della seduta precedente.

Ha, inoltre, presentato tre interpellanze chiedendo che fossero iscritte all'ordine del giorno di una prossima seduta da convocare ai sensi del Regolamento.

Nella prima, relativa alla carenza di pulizia e allo stato di degrado del paese, i consiglieri di opposizione chiedono «di conoscere per quale motivo non si è visto un numero adeguato di forza lavoro necessaria per far fronte al degrado generale in cui versa il paese».

Nella seconda interpellanza, relativa al rischio incendi, gli interpellanti chiedono «se l'attuale impianto antincendio risulti efficiente e siano state effettuate le opportune verifiche recenti sul suo funzionamento; inoltre, sempre in considerazione del rischio incendio, ed anche per la deterrenza, si vuole sapere se la video sorveglianza è attiva».

Nella terza interpellanza, infine, che ha per argomento i lavori di costruzione della piscina, «si chiede di sapere lo stato dell'arte relativamente ai lavori di realizzazione della piscina comunale in località su Fronte Concas; tenuto conto che i lavori iniziati da diversi anni sono allo stato inspiegabilmente sospesi, con la presente, si domanda per quali motivi; si vuole capire a tal fine come codesta amm.ne intenda completare i lavori, con quali strumenti e quali risorse».

Circa l'ultima domanda, è facile prevedere che la risposta del Sindaco si soffermerà sugli stanziamenti previsti dalla nuova programmazione territoriale, dove è stato previsto uno stanziamento per il completamento dell'opera; più difficile sarà spiegare come mai i lavori siano rimasti sospesi per tanto tempo e non si sia proceduto alla rescissione del contratto, come, tra l'altro, era stato annunciato in una seduta del Consiglio comunale di qualche anno fa. Ma questo rientra nella problematica gestione delle opere pubbliche che ha caratterizzato l'intero arco dell'amministrazione Sini.