Il momento dell'impegno

Sarà probabilmente l'ultima domenica di maggio la data nella quale i pattadesi saranno chiamati alle urne per eleggere il Sindaco e i consiglieri comunali che reggeranno nei prossimi cinque anni la vita politica del paese. La vita politica, sottolineiamo, perché Pattada non può più continuare a vivacchiare in una stanca routine amministrativa povera di una visione in grado di disegnarne un futuro degno del suo passato e delle sue tradizioni culturali.
La situazione non appare, per la verità, particolarmente favorevole: il silenzio che finora ha accompagnato la preparazione di un evento che non mancherà di incidere sulla nostra comunità denota una incertezza preoccupante, dietro la quale sembra emergere - lo si percepisce anche nei rari discorsi che affrontano l'argomento seduti al tavolino di un bar - la difficoltà a trovare persone disposte a mettere una parte della loro competenza al servizio della collettività. La politica non gode di buona fama. Eppure, non se ne può fare a meno, perché è attraverso essa che possono esplicarsi le azioni in grado di provare a determinare il destino di Pattada negli anni avvenire.
Proviamo a uscire dalle nebbie dell'indifferenza e a esaminare ipotesi e prospettive. A cominciare dalla Giunta attuale, dove il sindaco Angelo Sini, dopo 11 anni e due mandati, potrebbe ricandidarsi: glielo consentirebbe la modifica della legge che ha eliminato per i piccoli comuni il vincolo del doppio mandato (ennesimo obbrobrio derivato dal sistema maggioritario e dall'elezione diretta che nelle intenzioni avrebbe dovuto rimettere lo scettro della decisione nelle mani dei cittadini e li ha invece progressivamente allontanati da ogni forma di partecipazione, anche quella minima di recarsi alle urne). Per quanto abbia espresso in qualche occasione una comprensibile stanchezza, a chiedergli un ulteriore impegno potrebbe essere il partito al quale ha recentemente aderito, entrando nel gruppo dirigente regionale, cioè i Progressisti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda; in questo caso, tuttavia, potrebbe essere sollevato il problema dell'avvicinamento di quel gruppo al Partito Democratico - con il quale ha stipulato un patto federativo, in vista di una eventuale adesione - e anche quello di un'alleanza con il centrodestra, anomala rispetto a un quadro regionale che appare in sofferenza e che avrebbe bisogno di un esplicito richiamo alla coesione.
Si dirà che non è il caso che in un piccolo comune come il nostro si facciano prevalere gli schieramenti politici r-spetto a un richiamo al civismo e alla collaborazione tra persone di buona volontà che abbiano a cuore le sorti del paese: commistioni di questo tipo ce ne sono sempre state anche in passato, ma si trattava in genere di innesti - più o meno audaci - in liste abbastanza caratterizzate politicamente, piuttosto che di ope razioni prossime al trasformismo e al cinismo elettorale dove contano parentele e amicizie più che progetti e programmi amministrativi.
Sempre nell'ambito della attuale Giunta - qualora il Sindaco dichiarasse la propria indisponibilità - il naturale successore dovrebbe essere il vicesindaco Carlo Pastorino, forte di un successo personale nella precedente tornata elettorale: anche lui si sarebbe dichiarato indisponibile a proseguire un impegno ultradecennale, reso ancora più gravoso dal non risiedere a Pattada, come dimostra la diminuita presenza degli ultimi tempi nel palazzo comunale; dove, invece, ha profuso una riconosciuta solerzia l'assessora Antonella Fiori, indicata da qualcuno come possibile espressione di una vera novità, quella di essere la prima donna ad aspirare alla carica di primo cittadino di Pattada.
In particolare, il nome di Fiori viene associato all'ipotesi della presentazione di una sola lista, formata da persone di varia e diversa estrazione politica, alla quale starebbero lavorando (il condizionale è d'obbligo in simili casi) esponenti dei due schieramenti solitamente contrapposti.
Sulla novità della prima donna candidata alla carica di sindaco, sono circolate voci - sulle quali non è stato possibile verificare l'attendibilità presso le dirette interessate - riferite ad Alessandra Scanu (che è stata candidata alle elezioni comunali di Olbia nel 2016, con il PD, e nel 2021 con la lista civica Vivere Olbia) e che per un breve periodo è stata accreditata come promotrice di una lista composta dal solo genere femminile), e a Giovanna Ziccheddu, già vice sindaca nell'ultima giunta di centro-sinistra guidata da Mario Deiosso.
Sul fronte dell'attuale minoranza, l'obiettivo sembra essere quello del rinnovamento sostanziale: scelta quasi obbligata, dopo le due nette sconfitte subite. Obiettivo, per altro, niente affatto semplice, dopo il progressivo calo della partecipazione civica conseguente allo svuotamento delle funzioni di ogni organismo collettivo, a partire dai Consigi comunali. Va riconosciuto lo sforzo di mantenere spazi fisici di confronto (i soli circoli politici aperti sono, in paese, quelli del Partito Democratico e di Sinistra Futura), ma per ora non si sono rivelati capaci di innescare nuove modalità di partecipazione attiva e di mobilitare nuove energie, come invece hanno fatto, almeno in parte, associazioni culturali come Rinascere o S'alvéschida. O come i Becos&Murones, dei quali celebriamo in questo numero i cinque anni di attività in un campo specifico e denso di prospettive come quello della valorizzazione del nostro territorio.
In quelle associazioni - e in altre con finalità più definite come la Pro Loco, i Comitati o le società sportive - i giovani pattadesi sperimentano il lavoro comune e si educano a occuparsi di qualcosa che superi l'orizzonte puramente individuale. Da lì possono, perciò, emergere figure in grado di assumere responsabilità amministrative e di svolgerle con un atteggiamento adeguato alle necessità di un paese in grave declino. Al quale potrà provare a rimediare solo chi comprende che un risultato efficace del suo impegno associativo può nascere solo dalla buona politica, alimentata da una partecipazione diretta di persone generose e oneste. L'alternativa è che sia invece lasciata nelle mani di chi potrebbe usarla per piccoli o grandi traffici.
Nel caso che permanesse l'attuale incertezza e che si arrivasse davvero a presentare una sola lista, - presumibilmente con un candidato Sindaco condiviso in quanto espressione di una rilevante e riconosciuta novità - l'avversario sarebbe il quorum, cioè la partecipazione al voto: perché l'elezione sia valida, la legge esige che si verifichino due condizioni: che si sia recato alle urne almeno il 40% degli iscritti nelle liste elettorali (con eclusione dal conteggio dei residenti all'estero iscritti nelle apposite liste) e che la lista ottenga almeno il 50% più uno dei voti validamente espressi.
È ovvio che si tratterebbe di un esito che certificherebbe anche sotto il profilo istituzionale il declino politico e culturale di Pattada. Non è, perciò, un quadro auspicabile, e ci si augura che un surplus di responsabilità induca i pattadesi a valutare le azioni in grado di evitarlo.
A cominciare da una riflessione seria sulle necessità del paese e sui programmi amministrativi per provare a dare risposte efficaci in tutti gli ambiti che vedono il Comune protagonista diretto: dalla gestione dei servizi sociali al governo del territorio, alla valorizzazione del suo artigianato, al perseguimento di prospettive di crescita e di benessere sociale. E - perché no? - a riproporre come obiettivo comune da raggiungere la bellezza e il decoro.