Il «sogno americano» diventa un incubo

Si chiama sogno americano perché per crederci bisogna essere addormentati. C'è voluto del tempo, ma anche gli ultimi sembrano aver capito che gli USA non sono modello di nulla. Men che meno di democrazia.
Sarebbe bastato guardare quella truffa che è il sistema elettorale americano. Con l'elezione tanto discussa di Bush Jr. Nel 2000 (e quel sospetto scrutinio dei voti nella Florida governata dal fratello del candidato, ma si sa le dinastie nella democrazia americana sono sempre piaciute), o quella di Trump nel 2016, che è arrivato alla Casa Bianca prendendo qualche milione di voti in meno della sfidante. O con la semplicità con cui super-ricchi e lobbies possono controllare il potere, comprando parlamentari e candidati. Con il sistematico impedimento del diritto di voto a milioni di elettori (anche il fatto che si voti di mercoledì, che sembrerebbe una sciocchezza, è un segnale chiarissimo, lapalissiano*).
Sarebbe bastato osservare le diseguaglianze economiche e sociali: quando ci sono, e sono così grandi, è ovvio, lapalissiano, che la democrazia è più debole. Di più: quando un sistema è costruito per amplificare le diseguaglianze invece che ridurle, allora quel sistema non è democratico. Semplice.
Sarebbe bastato osservare le diseguaglianze razziali. Per dire, George Floyd, che era nero, a maggio stava comprando un pacco di sigarette. Il tabaccaio pensava che la banconota da 20 dollari con cui Floyd stava pagando fosse falsa, quindi ha chiamato la Polizia. E Floyd è finito soffocato sotto le ginocchia di un poliziotto. Ci sono state le proteste, grandi, in tutte le città degli USA. Ma molti dei manifestanti erano neri, e quindi abbiamo assistito alla militarizza-zione di ogni angolo, di ogni posto minimamente a rischio, tipo i palazzi del potere a Washington, ed al pestaggio di anziani, persone in sedia a rotelle, ragazzini.
Oggi, invece, una mandria di imbecilli armati e pieni di niente in testa, e soprattutto bianchi, ha potuto impunemente assaltare il Campidoglio. E il motivo è ovvio, lapalissiano. Quelli erano neri, questi sono bianchi.
Sarebbe bastato guardare la politica estera americana. Perché uno Stato che scatena guerre in giro per il mondo e rovescia governi non graditi non può certamente essere definito democratico.
O sarebbe bastato leggere, fra gli altri, America brucia ancora di Ben Fountain e Guai ai poveri di Elisabetta Grande, due libri che descrivono bene l'America reale. (g.m.)
* il termine lapalissiano deriva da Jacques de Chabannes, signore di La Palisse, un bravo generale francese che nel Cinquecento combatté in Italia e morì in battaglia a Pavia. Ha legato incolpevolmente il suo nome a un aggettivo che la sua austera vita militare non meritava, perché durante il suo elogio funebre qualcuno disse che un quarto d'ora prima di morire era ancora vivo. Da qui il termine "lapalissiano", che significa dire una cosa più che ovvia.