Le penose vicissitudini di un'opera pubblica

03.04.2026

Che l'iter di realizzazione di un'opera pubblica in Italia sia caratterizzato da una miriade di adempienti burocratici, non sempre coerenti tra loro e talvolta di difficile interpretazione, è un fatto risaputo. Tra continue modifiche normative, pronunce delle Autorità di controllo, circolari ministeriali, raccapezzarsi non è sempre facile. Ma le cose diventano quasi proibitive quando vi si aggiungono scelte anomale da parte dei diversi soggetti coinvolti: RUP, progettisti, direttori dei lavori, consulenti, etc...

La realizzazione dell'asilo nido in località Almutedu è un esempio emblematico. Lo racconta nel dettaglio l'ultima Deliberazione assunta al riguardo dalla Giunta comunale, leggendo la quale ognuno che voglia interessarsene potrà formarsi il suo personale giudizio. Qui ne riportiamo una sintesi ragionata, con il solo scopo di evitare, in futuro, il ripetersi di scelte inappropriate, che derivano in gran parte dalla situazione di incertezza (per usare un eufemismo) dell'Ufficio tecnico, sottoposto negli ultimi anni a uno stress organizzativo particolarmente grave.

Non si tratta delle scelte amministrative - come, per esempio, l'ubicazione dell'opera - sulle quali le ragioni e le responsabilità sono, ovviamente, opinabili e legittimamente assunte; si tratta proprio delle scelte tecniche e procedurali, che hanno determinato la necessità di ripetuti interventi correttivi con dilatazione dei tempi di esecuzione e, forse, con aggravio dei costi.

L'opera è stata finanziata con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che l'Unione Europea ha concesso all'Italia a seguito dell'epidemia Covid. Il Comune di Pattada ha partecipato al bando per la nuova costruzione di un asilo nido nell'ambito dell'investimento relativo a «scuole dell'infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia», ottenendo un primo finanziamento di € 1.544.088,00. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato redatto dall'Ufficio tecnico comunale (non è stato possibile rilevare a firma di quale tecnico), del quale era all'epoca responsabile - dopo le dimissioni dell'arch. Domenico Sassu - il Sindaco Angelo Sini. Responsabile del progetto (RUP) fu nominato il geom. Pier Paolo Zirottu, unico tecnico allora inquadrato nell'organico del Servizio. In seguito al finanziamento fu affidato, nel gennaio 2023, l'incarico per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo, della direzione dei lavori e del coordinamento per la sicurezza, all'arch. Domenico Bianco di Bortigiadas. Contemporaneamente (aprile 2023), fu affidata l'esecuzione delle indagini geologiche preliminari al Raggruppamento di Professionisti (RTP) Biddau-Muscas e la verifica preventiva dell'interesse archeologico alla dott.ssa Maria Cherchi, allo scopo di avere un quadro completo del contesto.

Il progetto, a seguito della verifica condotta dall'ing. Floriana Muroni, fu approvato il 27/4/2023, per un importo complessivo di 2.394.945,73.

La gara di appalto, bandita tramite l'Unione dei Comuni del Logudoro nel maggio 2023, fu vinta dal'impresa locale del geom. Sebastiano Putzu, per un importo di € 1.202.524,70, prevedendo l'estensione, in caso di concessione di un successivo contributo, a un secondo lotto di ulteriori € 628.106,78.

Da qui le cose si complicano: il progettista rinuncia alla direzione dei lavori, affidata all'ing. Carlo Gavino Lippi, che consegna i lavori all'impresa il 29 novembre 2023. Lavori subito sospesi (7/12/2023) «in quanto i lavori, così come sta-biliti, non potevano procedere temporaneamente in modo corretto e a regola d'arte, a causa della presenza di criticità nell'area di lavoro». Si rende necessario l'affidamento di lavori per lo spostamento di pali della linea telefonica e per l'esecuzione di scavi; si rende necessaria anche la revisione dei calcoli statici, affidata alla Ditta Secured Solutions srl di Cagliari. Nel frattempo c'è un'alternanza di RUP (la U sta per Unico, ma...): prima l'arch. Deiosso, poi il dott. Nicola Virdis e infine il geom. Carente, dell'Ufficio tecnico (nel frattempo finalmente rimpolpato), con un supporto al RUP individuato nell'ing. Michele Amendola di Olbia.

Nel settembre 2025 il direttore dei lavori viene autorizzato alla redazione di una perizia di variante riguardante «l'intervento complessivo prevedendo, laddove necessario e/o opportuno, la rimodulazione del contenuto dei Lotti 1 e 2 al fi-ne di assicurare efficiente ed efficace raggiungimento degli obiettivi previsti nel rispetto dei limiti di spesa coperti da finanziamento». La perizia viene approvata con la citata delibera 85 del 13 novembre 2025. [la si può leggere integralmente a margine]

Così, tra scavi, riempimenti, fondazioni abbondantemente armate, si avvicina la scadenza entro la quale le opere dovranno essere ultimate e rendicontate (31 dicembre di quest'anno).

Nonostante il progetto lasci a desiderare sotto molti punti di vista, l'auspicio è che l'impresa riesca nell'impresa: finora è stato il soggetto più in sintonia con il proprio ruolo.

L'altro auspicio è che vicissitudini simili non si ripetano.

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