Furore di John Steinbeck

12.10.2020

FURORE è il romanzo più importante di John Steinbeck (1902-1968), premio Nobel per la letteratura nel 1962. Fu pubblicato nel 1939 ed ebbe un immediato grande successo. Diventato il simbolo della Grande Depressione americana, adattato per il cinema nel 1940 dal regista John Ford, ha ispirato prima la musica di Woode Gutihrie e poi, attraverso di lui, sia Bob Dylan sia Bruce Springsteen.

È la storia della famiglia Joad, braccianti dell'Oklaoma costretti a lasciare le loro terre per la siccità e per il progresso tecnologico che, insieme, riducono drasticamente il bisogno di manodopera.

Come tanti altri, i Joad si dirigono verso la California che, negli anni Trenta, conosce un notevole sviluppo agricolo e che migliaia di volantini pubblicizzano offrendo ai braccianti dell'est lavoro sicuro e redditizio: «La mezzadria è un sistema che non funzione più. Un uomo solo sulla trattrice, ora sostituisce 12, 14 famiglie [...] È doloroso, ma è così [...] Ai mezzadri non resta che andare altrove ...»

Il FarWest, il confine ultimo del mondo americano, si conferma ancora una volta come la terra dei sogni e dei desideri, i milioni di individui che vi si dirigono sono i nuovi pionieri di un immutato sogno americano di libertà e benessere.

«L'arteria 66 è il grande itinerario dei popoli nomadi. Infinito nastro d'asfalto gettato sul continente per allacciare regioni grigie e regioni rosse [...] Valica crinali e si precipita in basso nel terribile deserto, divora il deserto e si lancia all'assalto di altre montagne, le conquista e irrompe nelle ricche vallate della California. L'arteria 66 è il calvario dei popoli in fuga, di gente che migra...».

Tutt'altro che roseo sarà l'arrivo in California dei Joad: la crescente immigrazione rende difficile trovare lavoro, quando lo si trova si è costretti ad accettare condizioni di duro sfruttamento e si deve sopportare l'ostilità dei californiani. Il romanzo si chiude con l'ennesima partenza alla ricerca di un nuovo lavoro.

Furore è un'opera di denuncia sociale. Il viaggio sulla Highway 66 è un viaggio nella società che si sta delineando in America, dominata dall'interesse e dal Business, «la banca respira dividendi, mangia interessi. Senza dividendi senza interessi muore [...] È il mostro».

Il realismo di Steinbeck è aspro: tende a privilegiare i fatti, le azioni, anche se non forza la mano nella descrizione delle situazioni; il linguaggio piano, essenziale ha una forza descrittiva che affascina. È un realismo non privo di una nota sentimentale e talvolta romantica: quella spontanea e irriflessa solidarietà che si manifesta nelle vittime testimonia che pur nelle avversità c'è una ineliminabile possibilità di bene. Una traccia di speranza.

Nicola Fenu

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