Magistratura: è legge la separazione delle carriere

Il Parlamento ha approvato la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere della magistratura, distinguendo la carriera dei magistrati requirenti (pubblici ministeri) da quella dei magistrati giudicanti (giudici).
Nel dettaglio, la riforma modifica gli articoli della Costituzione (tra cui gli artt. 87, 102 e 104) prevedendo che «la magistratura […] è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente».
Contestualmente, verranno istituiti due distinti organi di autogoverno: un Consiglio superiore della magistratura giudicante e un Consiglio superiore della magistratura requirente, oltre all'istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare per il controllo della magistratura.
Il governo ha salutato l'avvenimento come un «traguardo storico» che rafforza efficienza, trasparenza e autonomia del sistema giudizia-rio.
Tuttavia, l'Associazione Nazionale Magistrati e diverse opposizioni hanno espresso forti riserve: secondo queste, la riforma potrebbe ridurre l'indipendenza della magistratura e aumentare il rischio di influenza politica nelle indagini.
Dal momento che la riforma non ha ricevuto la maggioranza qualificata dei due terzi in tutti passaggi parlamentari, è ora prevista la possibilità di un referendum confermativo, che dovrebbe tenersi nella primavera del prossimo anno.
Tutte le volte che si è riformata la Costituzione, il risultato non è stato positivo. Difficile che lo sia anche questa volta.