Odio e vittimismo


C'è una costante nella storia dell'estrema destra italiana: la pretesa di apparire come vittima di una persecuzione. Era così già ai tempi di Almirante e del Movimento sociale italiano. Durante gli anni di piombo, il segretario neofascista non perdeva occasione pubblica per denunciare le violenze subite dal suo gruppo. Inutile ricordare che i gruppi neo-fascisti furono protagonisti (e neanche secondari) di quella stagione. Perché sì, c'erano le Br, c'era l'autonomia e c'erano tanti gruppi di sinistra che compivano pestaggi, omicidi e sequestri, ma c'era anche una galassia di organizzazioni eversive di destra, che compivano altrettanti delitti politici e stragi. Ordine Nuovo, Avanguardia nazionale, i NAR. Il MSI non era certamente estraneo a quel mondo (e ai ripetuti tentativi di sovvertire il nostro ordinamento costituzionale). Anzi, alcuni dirigenti missini erano legati a doppio filo con il mondo del terrorismo di destra.
Quando, oggi, il ministro Ciriani denuncia il «clima da Brigate rosse» ignora due enormi differenze. La prima è la violenza stessa, che non è minimamente paragonabile, fortunatamente, a quella vera degli anni '70. La seconda: il MSI poteva giocare a far la vittima anche per la sua marginalità istituzionale; oggi i neofascisti sono al governo e occupano ruoli chiave in tutti i palazzi.
E veniamo a oggi, alla reazione con cui le destre di tutto il mondo hanno risposto a un semplice, tragico fatto di cronaca: l'omicidio di Charlie Kirk, giovanissimo influencer di estrema destra, le-gatissimo al trumpismo e al mondo MAGA (Make America Great Again), portatore di idee reazionarie e violente. Il ragazzo è stato assassinato mentre teneva un comizio in un'università. Le prime indagini indicherebbero come responsabile un ragazzo che non ha alcun legame con la sinistra, anzi: verrebbe da una famiglia ultraconservatrice e repubblicana, gli unici legami politici sarebbero, attraverso il mondo dei videogiochi, con gruppi suprematisti bianchi, ancora più a destra di Trump e di Kirk. Un dettaglio irrilevante per i governanti delle destre di tutto il mondo. Appena la pallottola ha colpito il collo di Charlie Kirk, Trump ha sentenziato che le responsabilità erano del clima di odio alimentato dalla sinistra. E ci sarebbe da ridere, se non fosse tragico. Perché è lo stesso Trump dell'assalto al Campidoglio, quello che aizzava il suo pubblico, armato fino ai denti, a entrare nel palazzo del Congresso per impedire l'insediamento di Biden.
In Italia idem. Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno colto l'occasione per denunciare l'odio nei loro confronti, per sfruttare elettoralmente l'omicidio Kirk. E anche qui sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Perché basta osservare i comizi della Meloni per capire che la violenza verbale ne è la caratteristica principale; basta ricordare Salvini abbracciato a una squallida bambola gonfiabile per insultare l'allora Presidente della Camera Boldrini; basta ascoltare i recentissimi comizi di Pontida. Insomma, se assistiamo a un'involuzione del livello dialettico i nostri attuali governanti non sono certamente esenti da responsabilità, avendo sapientemente alimentato l'odio e la paura per ottenere i consensi che li hanno portati fino all'apice delle istituzioni.
Osservando le ultime apparizioni della Meloni è evidente quale è il fatto: lei è autenticamente convinta di essere sotto attacco, da parte di tutti: sinistra, giornalisti, magistrati, sindacati, associazioni, professori. Il problema è che quello che lei denuncia come odio in realtà è semplice dissenso, e lei interpreta qualsiasi forma di dissenso, anche la più pacifica, come una minaccia e una violenza.
Infine una nota amara. I rappresentanti del nostro governo hanno trovato il tempo di riempire i propri social, pagine di giornali e palinsesti televisivi con oceani di lacrime per un omicidio. Non hanno ancora trovato un solo istante per dire con chiarezza una parola di condanna nei confronti del genocidio in atto in Palestina; non una parola sulle assurde parole dei ministri israeliani e di Netanyahu; non una parola sui 70'000 civili massacrati a Gaza. (gm)