Tecnologia 5G: proviamo a capirne le caratteristiche

In via Istria sono iniziati recentemente i lavori per la costruzione di un ripetitore di nuova generazione (5G), gestito da uno o più compagnie di telefonia mobile alto circa 30 m. Sorgerà in un'area abbastanza particolare, in quanto il colle di San Gavino è un'area con un certo valore culturale, storico e affettivo, sede del parco delle rimembranze di Pattada, cioè un luogo consacrato al ricordo dei caduti nella Grande Guerra, dove la chiesa in cima corrisponde al monumento ai caduti. Inoltre, secondo diverse fonti, sotto il piazzale, sono anche sepolti i resti di un monastero benedettino e di un sito nuragico.
Il dibattito nel paese e nei social è stato intenso, proiettato soprattutto - giustamente - sulle questioni paesaggistiche e giuridiche, visto che andrebbe a deturpare un'area di grande valore storico e affettivo, il che ha destato scalpore per le autorizzazioni concesse con eccessiva leggerezza, considerato il fatto che la costruzione si trova a 4-5 metri dalle abitazioni circostanti. Le lamentele della popolazione sono state inoltre alimentate dal silenzio da parte di istituzioni e aziende che ha accompagnato la prima fase.
Parte del dibattito è stato dirottato sulla questione del 5G. Come ormai da alcuni anni, questa relativamente nuova tecnologia è al centro di un dibattito, non molto rigoroso dal punto di vista scientifico, riguardo alle ripercussioni sulla salute. Per provare a capire questo in assenza di lavori affidabili al riguardo (quelli attuali presentano risultati discordanti rispetto a lavori analoghi e, non solo per mia opinione ma per ammissione degli stessi autori, molto spesso i setup sperimentali scelti sono poco realistici), occorre analizzare cosa c'è alla base di questa tecnologia.
Prima di tutto, cosa vuol dire 5G? Molto semplice, 5th Generation, la quinta generazione della telefonia mobile, e indica tutto un insieme di tecnologie. Di per sé non indica una determinata banda elettromagnetica, anche se questi dispositivi lavorano su bande molto alte, dai 700 MHz ai 40 GHz, che garantiscono tutta una serie di vantaggi. Sicuramente il più grande è dato dal fatto che più alta è la frequenza, più alta è la capacità di trasmissione dati. In altre parole, la connessione è più veloce. Un altro vantaggio è dato dal fatto che grazie all'uso di tecnologie come l'edge computing (un particolare modello di calcolo), il tempo di risposta è estremamente basso, così come risulta migliore il decongestionamento del traffico. Infine, la dispersione del segnale è esigua, in quanto grazie a questo tipo di antenne è possibile strutturare il segnale in una determinata direzione, sfruttando fenomeni di interferenza costruttiva e distruttiva. Ovviamente, non è tutto oro ciò che luccica, in quanto queste frequenze vanno a interferire con alcune bande utilizzate, per esempio, in meteorologia.
Ma quello che preoccupa di più è la questione salute. Tutte le antenne, comprese quelle dei nostri telefoni, emettono radiazioni con una certa energia. Prima di continuare, facciamo un po' di chiarezza sul termine radiazione, che spesso viene associato a qualcosa di maligno e pericoloso (pensiamo al dibattito sul nucleare): la radiazione elettromagnetica non è altro che la propagazione nello spazio dell'energia del campo elettromagnetico. Questa avviene tramite le onde elettromagnetiche e/o fotoni (che come ci insegna la Meccanica Quantistica, sono la stessa cosa), e in base all'energia di questi classifichiamo così la radiazione: le onde meno energetiche sono le onde radio, poi abbiamo le microonde, l'infrarosso, la luce visibile, i raggi ultravioletti, i raggi x e i raggi gamma. Per questo motivo gli ultimi tre, e specialmente gli ultimi due, sono estremamente pericolosi per la nostra salute, poiché raggi x o gamma interagiscono in maniera più "violenta" con i tessuti del corpo umano. Tuttavia, se l'intensità della radiazione (del segnale) è estremamente alta, anche le onde radio possono essere pericolose.
Allora, perchè i ripetitori 5G vengono costruiti sempre più a ridosso delle abitazioni? Il motivo è piuttosto semplice: grazie alla capacità delle alte frequenze di poter trasportare più dati, questi ripetitori possono lavorare a potenze più basse, quindi la distanza di sicurezza diminuisce. Inoltre, la capacità di penetrazione delle onde radio diminuisce con l'aumentare della frequenza nei materiali non metallici, in base alle caratteristiche elettromagnetiche del mezzo, e questo diminuisce ulteriormente la potenza. In questo discorso entrano in gioco una serie di fattori: permeabilità elettrica e magnetica del mezzo (fading diffrattivo), le precipitazioni (fading da precipitazione), fading statico, e così via. Questo è anche il motivo per il quale si costruiscono queste antenne in maniera tale da avere il minor impedimento possibile.
In conclusione questa nuova tecnologia, purché si rispettino i limiti di emissione e di distanza dalle abitazione, non è di per se pericolosa ed è importante in un mondo sempre più interconnesso, dove il lavoro da remoto è un'opzione sempre più utilizzata e dove in generale il traffico di dati sarà destinato a crescere.
Tuttavia, è assolutamente lecito discutere sull'effettivo miglioramento del servizio in una determinata area o sul posizionamento dell'antenna, soprattutto se va a ledere un sito di valore storico, o viene installato alla porta di casa.
Era proprio l'unico sito possibile?
Nicola Deiosso