Tempo di bilanci

06.05.2026

Abbiamo chiesto al capogruppo della minoranza una valutazione sul mandato che volge al termine. Ci ha fatto pervenire le brevi riflessioni che volentieri pubblichiamo.

Sono trascorsi cinque anni e mezzo, dall'autunno 2020 quando si svolsero le elezioni comunali che decretarono l'ampia vittoria della lista Pro sa idda guidata da Angelo Sini che già amministrava il nostro paese. L'amministrazione Sini ha avuto la responsabilità di governo della nostra comunità per ben 11 anni. In quell'occasione venne ricandidato il blocco degli amministratori uscenti, con soli tre innesti, che in qualche modo furono precettati a sottoporsi al giudizio degli elettori, come conseguenza del fatto che non trovavano nuovi candidati; e infatti la lista si compose di 10 candidati consiglieri più il sindaco.

Sicuramente molti di quei consiglieri avevano consumato completamente l'energia e l'entusiasmo di contribuire al governo del nostro paese e nell'ultima consiliatura si sono trascinati fino all'ultimo aspettando semplicemente che finisse, senza partecipare fattivamente e attivamente al confronto in seno al Consiglio comunale.

L'amministrazione Sini ha avuto la responsabilità di governo della nostra comunità per ben 11 anni Ho aspettato inutilmente che fra i vari punti all'ordine del giorno degli ultimi Consigli comunali fosse inserita «la relazione di fine mandato», che pur non essendo obbligatoria per legge, sarebbe stata un'occasione per rendere pubblica, nelle sede istituzionale, tutta l'attività svolta dall'amministrazione Sini in questi 6, o meglio 11 anni. Avrebbe potuto rispondere a diverse questioni: quale è stata la sua visione, qual è stata l'impronta che ha voluto dare, come ha trovato, ma soprattutto dove ha portato il nostro paese.

Chi amministra ha la responsabilità, sia etica che formale, di dire con chiarezza ciò che è stato fatto e ciò che non è stato possibile fare. Ecco, questo non lo ha fatto perché, secondo me, non aveva molto da dire. Non c'è stata visione, non ci sono stati obiettivi e conseguentemente traguardi raggiunti, è stato un galleggiamento continuo, l'attesa di poter partecipare a qualche bando regionale o nazionale per avere la possibilità di reperire risorse. D'altra parte le nostre peculiarità, la promozione della cultura, il nostro patrimonio etnografico, le nostre produzioni locali che contribuiscono a definire la nostra identità non solo non sono state valorizzate ma sono state dimenticate e hanno subito un arretramento rispetto a quanto di buono era stato fatto nel passato.

Il nostro ruolo, dai banchi dell'opposizione, non è mai stato quello di dire «no» per principio, ma di vigilare, proporre, e quando necessario criticare con fermezza. In questi anni abbiamo cercato di svolgere questo compito con serietà e rispetto delle istituzioni, mettendo sempre al centro l'interesse della comunità.

Non possiamo però nascondere che molte occasioni sono state perse. Su temi cruciali come lo sviluppo economico, la gestione dei servizi e la programmazione a lungo termine, abbiamo spesso assistito a scelte poco coraggiose, talvolta tardive, e in alcuni casi prive di una visione chiara. Lo abbiamo detto allora e lo ribadiamo oggi, non per spirito polemico, ma perché crediamo che un Comune debba saper guardare oltre l'ordinaria amministrazione.

Allo stesso tempo, riconosciamo che governare non è semplice. Ci sono state emergenze, difficoltà impreviste e vincoli che hanno condizionato l'azione amministrativa. Sarebbe intellettualmente disonesto non tenerne conto. Ma proprio nelle difficoltà si misura la qualità della guida politica. E noi riteniamo che in più di un'occasione sia mancata quella capacità di coinvolgere, di ascoltare davvero, di costruire percorsi condivisi con tutte le forze presenti in Consiglio comunale e, soprattutto, con i cittadini.

È un rammarico, perché crediamo che il confronto, anche acceso, sia una risorsa e non un ostacolo. Usciamo da questo mandato con la consapevolezza di aver svolto fino in fondo il nostro dovere. Non sempre siamo stati d'accordo, ma siamo sempre stati presenti. Abbiamo studiato le delibere, portato le istanze dei cittadini dentro quest'aula. Ai cittadini voglio dire questo: continuate a pretendere trasparenza, competenza e impegno. La politica locale è il luogo dove le decisioni incidono più direttamente sulla vita quotidiana, e non può permettersi superficialità.

A chi si candiderà a governare nei prossimi anni, auguro di saper fare meglio, di avere più coraggio e più capacità di ascolto. Perché al di là delle appartenenze, ciò che conta davvero è il futuro del nostro Comune.

Renzo Canalis


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